Scuole al centro
Comunità educanti che crescono in rete
Si tratta di un progetto finanziato dall’Impresa sociale “Con i Bambini”, che è stato selezionato tra 800 progetti presentati a livello nazionale e di cui, con 40 partner appartenenti a tutto il territorio provinciale, il CSF è capofila.
Scuole, terzo settore ed enti di diverse aree della provincia di Pavia sviluppano in rete nuovi approcci educativi-preventivi contro la dispersione scolastica.
L’assunto è che comunità educanti, caratterizzati da docenti e famiglie che imparano a collaborare tra loro e integrate con il territorio, possano favorire un salto di qualità nel percorso educativo degli adolescenti.
La proposta prevede la creazione e lo sviluppo:
- di 11 presìdi ad alta densità educativa caratterizzati da una forte sperimentalità connessa alle specificità dei contesti;
- di una rete tra gli 11 presìdi, finalizzata alla progettazione condivisa di sperimentazioni e di strumenti e alla definizione di metodologie e protocolli validati e trasferibili nelle prassi ordinarie.
Al centro di ogni presidio è sempre presente un Istituto Comprensivo: riteniamo – sostenuti dall’esperienza – che l’età compresa tra gli 11-14 anni sia quella più delicata e più idonea a sviluppare interventi educativi-preventivi di successo.
Il progetto intende mettere le “Scuole al centro” di comunità educanti attrezzate a contrastare, in una logica preventiva, manifestazioni di dispersione scolastica, fenomeno articolato, sia legato a ragioni soggettive degli adolescenti, sia riconducibili all’ambiente sociale, culturale, familiare in cui sono inseriti, che è diffuso in tutte le aree territoriali, senza distinzione tra città, paesi, borghi.
La prevenzione della dispersione ha bisogno di interventi di sistema, con un approccio che tenda ad anticipare le possibili criticità. Tale azione preventiva deve essere radicata con forza nelle scuole secondarie di primo grado, con interventi indirizzati a ogni gruppo classe nel suo complesso, evitando di intervenire esclusivamente a sostegno di singoli studenti in difficoltà.
Le azioni preventive e di contrasto più efficaci alla dispersione sono basate sulla forte integrazione tra le scuole e gli altri centri educativi per gli adolescenti, per affiancare all’insegnamento pratiche ed esperienze in grado di portare al successo formativo anche i ragazzi meno disponibili all’apprendimento scolastico.
L’obiettivo generale è quello di promuovere comunità educanti, che facciano collaborare gli adulti a vario titolo coinvolti nei percorsi educativi, e costruire una rete provinciale che confronti le sperimentazioni realizzate, dia loro continuità e le renda trasferibili. Creare, quindi, un sistema di interventi che, applicati nelle classi di scuola secondaria di primo grado, riducano i fenomeni di dispersione scolastica.
Il ventaglio di interventi previsti potrà garantire un forte impatto sociale sia nella classi oggetto della sperimentazione, sia più in generale negli Istituti Comprensivi coinvolti, che diventeranno punto di riferimento del territorio, ecosistemi di innovazione e piattaforme di esperienze collaborative.

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